Videogiochi al femminile: parità e sessismo

A gennaio 2021, sui social network si sono innescate alcune (abituali) disquisizioni sulla figura apparentemente mitologica delle videogiocatrici, tra le fruitrici del medium videogioco che si trovavano quasi a dover “dimostrare” la loro conoscenza del mezzo di fronte agli “scettici” che si domandavano «chissà a cosa giocano davvero». Questo mi ha portato a scrivere qualche innocente riga, sedici anni dopo il mio primo articolo uscito sui siti specializzati, su alcune delle situazioni a cui una donna si ritrova a far fronte – semplicemente perché donna – all’interno della community dei videogiocatori. L’intento era capire in quanto tempo riusciremo a diventare migliori di così e, con mia stessa sorpresa (perché avevo parlato semplicemente di ordinaria amministrazione e non c’era niente, nella mia testimonianza, che mi suonasse sorprendente), la reazione del settore è stata forte.

Abbiamo parlato e approfondito l’argomento con diversi spunti e, per chi fosse interessato a saperne di più su rappresentazione, rappresentanzadiscriminazione di genere all’interno del videogioco e dell’industria dei videogiochi, ne approfitto per raccogliere qui gli interventi a tema che hanno fatto seguito a quel post e che hanno voluto approfondire il percorso e la realtà del lavoro quotidiano di una donna che lavora nel giornalismo di settore. Aggiornerò, in futuro, con ulteriori interventi o articoli, laddove ce ne fossero.

Chiacchierate e interviste sul tema

Approfondimenti

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